Ferruccio Gard | Floriano De Santi – LA DISARMONICA ARMONIA, 1999
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Floriano De Santi – LA DISARMONICA ARMONIA, 1999

(dalla presentazione della mostra antologica “La disarmonica armonia”, Rovigo, Pinacoteca Accademia dei Concordi e Galleria Comunale d’Arte Moderna Pescheria Nuova, maggio- giugno 1999)

Gard mira a recuperare l’unità dell’infinito rotta dalla sua necessaria separazione negli elementi finiti, sentendoli come proiezione di quell’archè primigenia. Allora il contrasto, il molteplice, non drammaticamente ma come in una dimostrazione alla lavagna nera del mondo, non è che il dato indispensabile onde verificare l’ipotesi dell’unità. In Kaos e in Definizione policroma -entrambe del 1999- l’astrazione gardiana è destinata a trasformarsi nella risposta di un linguaggio inorganico alla sollecitazione organica dell’universo. Nasce l’avvenimento, l’attesa, la fine di qualcosa, dove all’inizio vigeva solo una modulazione incalcolabile. E questo proprio attraverso un calcolo sottilissimo; è il calcolo che umanizza una vicenda altrimenti disumana, è proprio quest’ultimo che toglie all’organizzazione del cosmo la sua mera funzione meccanica, immettendolo in una sorta di camera psichica che ne rigenera – al pari del pensiero Zen – la quantità in qualità; zone cromatiche indipendenti, ancora calde, in via di assestamento, che come macchie espanse infine alludono a una materia in duratura espansione, combusta e incandescente.