Ferruccio Gard | Pierre Restany – UN RESPIRO ESISTENZIALE, 2000
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Pierre Restany – UN RESPIRO ESISTENZIALE, 2000

(dalla presentazione della mostra personale “La fissione del colore”, Vicenza, Basilica Palladiana, aprile-maggio 2000)

La pittura di Ferruccio Gard offre la più affascinante delle trappole: la cornice razionale del discorso visivo è solo il punto di ormeggio di un “Bateau Ivre”, di un’ipertrofia lirica senza fine. Capisco adesso pienamente qual è la chiave di lettura dell’opera di Gard. Il colore è vita nella vita. L’assumere una tale sfida vitalistica implica una scelta esistenziale, cioè passionale ed affettiva al di là dei criteri più o meno razionali del “gusto”.
Davanti a questo magma eruttivo globalizzante il giudizio estetico sbocca nell’impegno morale. La scelta impegnativa può giustificare alcune reticenze da parte dello spettatore, però ben poche sono le vie d’uscita per quelli che vogliono stare al gioco, cioè per coloro che hanno capito che le immagini di Gard sono i frammenti autosimilari, i momenti parossistici di un flusso vitale scatenato e senza limiti, un sistema di ripetizioni differenti alla Deleuze. Disseminazione nella ripetizione: le pennellate vibratili di Gard proliferano sotto l’urgenza di una finalità imperativa: quella dell’irrefrenabile logica interna dell’espansione dei microrganismi, cioè degli stadi più elementari della materia vivente.
Sotto il groviglio frattale rimane sempre presente l’effervescenza del colore, la traccia libera dell’energia cosmica. Il colore come traccia del percorso dell’energia: questo soffio cosmico mi fa pensare all’ immateriale di Ives Klein e alle Zone di Sensibilità. La Sensibilità per Klein era una particella infinitesimale di energia cosmica, l’elemento fondamentale della nostra creatività. Di questo influsso poetico essenziale non siamo proprietari, bensì inquilini. Anche Gard si comporta da inquilino della propria sensibilità: la sua pittura si presenta come una serie continua di opere aperte, differenti e referenti nella loro sostanza semantica. La ricerca dell’artista prende così tutto il suo valore immanente, quello di un sontuoso inno celebrativo della spiritualità della materia. Il discorso è grave e anche esaltante. La pittura di Gard è respiro esistenziale.