Ferruccio Gard | Luciano Caramel – GARD, IL COLORE CHE IRRADIA SERENITA’, 2009
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Luciano Caramel – GARD, IL COLORE CHE IRRADIA SERENITA’, 2009

(dalla presentazione della mostra “Porto d’Arti”, 53. Biennale di Venezia, giugno-novembre 2009).

…L’astrazione di Gard è fin dall’inizio immersa in una temporalità dinamica, retaggio dell’informale, che ha scardinato le certezze deduttive euclidee, cartesiane dell’astrattismo della prima metà del Novecento, di quello anche degli anni trenta in Francia e Italia. Temporalità che determina una spazialità non assoluta, mobile, compromessa col fenomeno e quindi con i meccanismi della visione. Ecco le Modulazioni cromatiche, le Riflessioni percettive, le Cromo dinamiche strutturali degli anni ottanta, palpitanti e non compositivi, nonostante il sotteso rigore progettuale ed esecutivo.

Eppure anche con una sospensione magica, che contrasta la spettacolarizzazione del movimento della Op Art statunitense e dei suoi derivati, superficiali e meccanici.

Poi, al centro delle strutture dinamiche multicolori, appare attorno al 1990 una sorta di macchia informaleggiante, che dialoga con la scansione sì dinamica, ma nel contempo araldica delle strutture.

“Macchia” che col nuovo secolo si allarga, in corrispondenza col mutare dei titoli, da New Geo o Geometrizzando a Emozioni cromatiche, Nel colore, emozioni, fino con un dilatarsi e immergersi nell’infinito e nell’originario, a Cosmologia cromatica, Galassia cromatica e, appunto, da Il luogo dell’origine a Il luogo dell’infinito. Infine, in questi ultimi anni, i gioiosi, cromaticamente accesi Concerti, le Sinfonie, le Primavere luminose che irradiano serenità.