01 Mag Tommaso Trini – IN DIRETTA DAL BIG BANG, 1995
(dalla presentazione della mostra "Effetto Colore", Città di Padova, Assessorato comunale alla cultura, Chiesa di San Rocco, giugno-luglio 1995)
…Benedetto sia il pittore che, padroneggiando un deliquio alla Sthendal, si distacca dalla massa ignorante degli artisti insensibili come turisti. Amatore dei maestri e degli storici ideali dell’astrattismo, Gard lo è con un pathos sconosciuto agli artisti più giovani; che vanno perdendo di vista, non so per quale virus o cataratta, il senso stesso della storia. Più raro ancora è chi, come questo pittore veneziano, scommette tuttora sul nuovo e sul futuro; una sfida di cui bisogna restare dilettati.
Non solo si esprime con forza, Gard, ma ha anche aggiornato la struttura della visione con intelligenza. Ecco finalmente, come si usa dire, un artista all’altezza dei tempi. Più che essere stati dipinti sulla tela dai pennelli, gli «eventi cromatici» di Gard sembrano provenire da un fondo telescopico oltre la tela, nascono lungo un asse orizzontale immerso nel buio, irradiano «colore e calore» in riquadri scuri o neri. Sono nuclei in espansione. La cui vibratilità cromatica, ora accresciuta, traduce quel che l’artista chiama «effetto colore», nell’equivalenza di un «effetto notte» (richiamando a proposito un celebre film di Truffaut). Può allora accadere che qualcosa di nuovo e mai visto, anzi d’impensato, fiorisce da queste immagini. Gard non dipinge affatto il Big Bang una tantum dell’universo: no, reitera con paziente amore per la pittura innumerevoli big bang quotidiani, mediante i quali può darsi che ognuno di noi possa assistere a qualche forma di nascita.
É un’arte di genesi, quella di Ferruccio Gard, anzi dei primissimi inizi del mondo. Epigenesi della luce. L’universo diventò pittura.