15 Mag Luciano Caramel, 1990
(dalla presentazione della personale alla Galleria dello Scudo, Verona, giugno 1990)
Gard continua a chiamarli “ricerche”, questi lavori, per ribadire la fede in una fattualità guidata dal progetto, dove il calcolo, pur non autosufficiente, conserva il suo ruolo, la sua funzione. Con ciò l’artista riafferma il suo inserimento in una tradizione ormai lunga: dai pionieri degli anni Dieci e Venti, all’articolato espandersi nell’Europa dei razionalisti degli anni Trenta, alle innovative proposizioni dell’astrattismo geometrico del dopoguerra, e poi di quanti hanno elaborato quelle premesse, nell’ambito del neoconcretismo della Nuova Tendenza degli anni Sessanta. Però con propositi a siffatti precedenti non riconducibili, soprattutto proprio per la diversa funzione di progetto e calcolo. In queste ultime opere, in particolare, come si può esemplarmente constatare nella presente mostra, in cui la sensibilità e la magia di cui parlava Dorazio sono i protagonisti veri: in quanto risultato, attraverso i processi analitici di cui s’è detto. Gard non rinuncia alla sperimentata sistematicità del suo fare. Piuttosto lo finalizza ad una evocatività assorta, anche attraverso la scelta di colori più saturi, poco dialoganti con altri che conservano la squillante vivacità del passato, provocando un contrasto di notevole effetto, sul piano dell’immagine. Che pare rimandare, attraverso l’evidenza delle strutture collocate al centro, quelle appunto più vive, ad una misteriosa simbolicità, quasi come in un mandala: un mandala ancorato ad una spiritualità laica, se ci si consente il bisticcio. Nel senso che non v’è in Gard – o almeno non appare nei suoi quadri – il dilatarsi nella religiosità metaforica, o l’elevarsi della meditazione ontologica. C’è piuttosto la tensione ad un assoluto imprecisabile, che la forma irregolare ovoidaleggiante, dai contorni imprecisi che contrasta con la nettezza dei profili delle altre figure, emblematizza. Anche in ciò, a ben vedere, con una stringente continuità con quanto era sotteso ai dipinti più antichi. Però con una concisione inedita, con una sicurezza di impianto di forte spessore strutturale cromatico.